Il rifugio delle specie aliene
Il rifugio delle specie aliene è un centro per la detenzione in confinamento di esemplari di testuggine palustre americana Trachemys scripta, specie esotica invasiva. Il D.lgs. 230/2017, che recepisce il Regolamento UE 1143/2014, vieta l’introduzione, il trasporto, il commercio, lo scambio e il rilascio nell’ambiente delle specie esotiche invasive su tutto il territorio nazionale. In Calabria il C.I.P.R. individuato dall’Amministrazione regionale, con Decreto N°. 6006/2024, come Centro per la detenzione in confinamento di esemplari di specie esotiche invasive per come previsto dal D.lgs. 230/2017, ha realizzato il rifugio delle specie aliene, grazie al finanziamento del Dipartimento Territorio e Tutela dell’ambiente.
Il rifugio è destinato al ricovero in confinamento permanente di individui di Tartaruga palustre americana Trachemys scripta, ritrovati in natura e di quelli in possesso di cittadini, che non sono più in grado di prendersene cura. Il Centro svolge quindi un ruolo nella gestione della specie, limitandone l’abbandono in natura e contribuendo a controllare gli effetti negativi della specie sugli ecosistemi.
Il rifugio è costituito da un’ area recintata, videosorvegliata e posta in sicurezza all’interno della quale sono ubicate tre grandi strutture, chiuse con rete metallica, dotate di vasche realizzate seguendo le linee guide dell’I.S.P.R.A., per evitare la fuga degli animali o il prelevamento/predazione dall’alto da parte di altri animali e di malintenzionati. Qui si svolgono attività di educazione ambientale rivolte alle scuole, di divulgazione e di sensibilizzazione per i cittadini, amministrazioni pubbliche, stakeholder, finalizzate a diffondere le problematiche legate alle specie aliene. Inoltre si organizzano eventi esterni con le pubbliche amministrazioni per informarle sul da farsi per contenere e limitare sul proprio territorio il diffondersi delle specie invasive.
- Strutture
- Vasca
- Strutture
Cosa sono le specie aliene?
Le specie aliene, dette anche specie alloctone o esotiche, sono animali, piante, funghi o microrganismi, introdotte dall’uomo volontariamente o accidentalmente, in un ambiente diverso da quello in cui si sono evolute nel tempo in modo naturale.
Alcune di queste specie possono diventare invasive, diffondendosi rapidamente, danneggiando l’ambiente, le specie autoctone (quelle originarie del luogo), l’agricoltura o la salute umana. Le specie aliene invasive hanno un forte impatto negativo sugli ecosistemi, la biodiversità e l’economia.
Non tutte le specie aliene sono invasive, tuttavia, è sempre fondamentale fare attenzione e non introdurre specie aliene in ambienti naturali senza una corretta valutazione del loro impatto, poiché possono trasformarsi in specie invasive e diventare una minaccia creando danni ecologici, danni economici e potenziali rischi per la salute.
In Europa sono state messe in atto azioni di monitoraggio, sensibilizzazione e, dove possibile, eradicazione per difendere la biodiversità autoctona e l’economia dagli impatti negativi delle specie aliene invasive.


L’ospite del rifugio delle specie aliene: la specie invasiva Testuggine palustre americana Trachemys scripta
La testuggine palustre americana Trachemys scripta (sottospecie: Trachemys scripta elegans, testuggine dalle orecchie rosse, Trachemys scripta scripta, testuggine dalle orecchie gialle, sottospecie nominale e Trachemys scripta troostii, testuggine dalle orecchie gialle maggiore o testuggine dalle orecchie arancioni) è originaria del bacino del Mississippi e dell’area del Golfo del Messico.
Si tratta di una tartaruga d’acqua dolce le cui dimensioni variano da 20 a 60 cm in relazione alla sottospecie, il carapace di forma ovale, con una lieve carena mediana, varia dal color olivastro al marrone con disegni gialli variabili. Il piastrone è giallo, in relazione alle sottospecie può riportare disegni scuri di forma ed estensione variabile. Il colore della pelle varia da verde a marrone olivastro con strisce gialle. T. s. elegans presenta una caratteristica macchia rossa allungata dietro l’occhio, in T. s. scripta è presente una larga macchia gialla a mezzaluna ai lati del capo, decisamente più stretta gialla o leggermente aranciate è quella individuabile in T. s. troostii.
La riproduzione avviene da aprile a giugno, in aprile-agosto la femmina scava un nido all’interno del quale depone 6-13 uova, che schiudono dopo 60-90 giorni, una femmina può deporre più volte in un anno.
La Testuggine palustre americana fino a qualche anno fa era acquistata o regalata come un animale da compagnia molto diffusa nelle case, dal 2016 è stata inclusa nella lista delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, perché lasciata in natura si è rivelata una grave minaccia per la biodiversità. La presenza di Trachemys scripta può avere impatti negativi sull’intera comunità acquatica degli ambienti che colonizza, in quanto preda numerose specie animali tra cui insetti, piccoli crostacei, pesci e anfibi. Inoltre, rappresenta una minaccia per le tartarughe palustri autoctone, come la Tartaruga palustre europea Emys orbicularis, con cui può competere per il cibo, i siti riproduttivi e i siti di basking.
La diffusione in natura di Trachemys scripta è stata causata da episodi accidentali di fuga degli animali, ma soprattutto da abbandoni intenzionali da parte dei proprietari allorquando le dimensioni della testuggine aumentavano rendendone più complessa la gestione.
Cosa succede alle Trachemys scripta accolte al Rifugio delle specie aliene?
Tutte le testuggini ricoverate presso il centro di detenzione in confinamento sono sottoposte a un periodo di quarantena durante il quale vengono effettuati i controlli necessari:
* raccolta di dati biometrici;
* esame clinico;
* marcatura mediante posizionamento di nanomicrochip.
I dati raccolti si trascrivono in un’apposita scheda identificativa e archiviati in un database digitale.
Le testuggini, al termine della fase di quarantena ed identificazione, sono suddivise per dimensione ed età (età prepuberi e adulti); gli individui adulti sono poi separati in due diverse vasche, una dedicata ai maschi e l’altra in cui sono allocate le femmine onde evitarne l’accoppiamento e la successiva nascita di piccoli. Le testuggini resteranno confinate presso il rifugio degli alieni fino a termine vita.

- Trachemys scripta
- Carapace di Trachemys scripta
- Piastrone di Trachemys scripta
- Trachemys scripta
- Trachemys scripta
- Trachemys scripta
- Trachemys scripta
- Trachemys scripta
Cosa fare di una Trachemys scripta?
Se si trova una tartaruga palustre americana Trachemys scripta o se ne possiede una, è importante non lasciarla nell’ambiente, ma consegnarla al nostro centro di confinamento, contattandoci preliminarmente con una e-mail, una telefonata o un messaggio whatsapp.
Attenzione però a non confondere la specie invasiva Trachemys scripta con le altre specie di tartarughe d’acqua dolce aliene molto simili fenotipicamente, ma tuttora considerate non invasive come ad esempio Mauremys reevesii e Pseudoemys spp.

Tartarughe d’acqua dolce aliene non invasive Mauremys reevesii.
- Mauremys reevesii (testa)
- Mauremys reevesii (carapace)
- Mauremys reevesii (piastrone)
Tartarughe d’acqua dolce aliene non invasive Pseudemys spp.
- Pseudemys spp. (testa)
- Pseudemys spp. (carapace)
- Pseudemys spp. (piastrone)




















