Rifugio delle Specie Aliene: 180 testuggini invasive accolte e un impegno quotidiano per la biodiversità
Attivo da settembre 2024, il Rifugio delle Specie Aliene continua a portare avanti un’attività che unisce gestione degli animali alloctoni invasivi, tutela della biodiversità e sensibilizzazione dei cittadini sulla problematica.
Attualmente sono circa 180 le Trachemys scripta ospitate nel Rifugio, affidate quotidianamente alle cure dei collaboratori della struttura.

Una parte delle testuggini ospitate presso il Rifugio provengono da ritrovamenti in natura o da privati, mentre ben 116 individui sono stati consegnati per la detenzione in confinamento nell’ambito del “Progetto di controllo ed eradicazione specie esotica invasiva Trachemys scripta nel bacino del Lago Angitola”. Un progetto della Regione Calabria, Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale – Parco Naturale Regionale delle Serre, che prevede l’eradicazione e/o contenimento della popolazione della specie aliena invasiva Trachemys scripta ssp. nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “IT9340086 Lago dell’Angitola”. Progetto svolto in collaborazione anche con il DiBEST dell’Università della Calabria, mirato alla tutela della biodiversità calabrese all’interno del Parco Naturale Regionale delle Serre.
Preparazione e distribuzione dell’alimentazione, pulizia e manutenzione degli spazi, osservazione degli animali e controllo delle loro condizioni sanitarie, un lavoro continuo e spesso poco visibile, ma indispensabile per garantire condizioni adeguate agli animali ospitati e una corretta gestione della struttura.
Accanto alla cura delle testuggini già presenti, il Rifugio è diventato progressivamente anche un punto di riferimento per i cittadini. Sono state infatti decine le richieste di ricovero o di assistenza pervenute alla struttura, attraverso contatti telefonici ed e-mail.
A rivolgersi al Rifugio sono persone che non possono più occuparsi delle proprie testuggini, ma anche cittadini che rinvengono esemplari sul territorio e chiedono informazioni su come comportarsi.
La frequenza di queste richieste evidenzia da un lato quanto il problema sia ancora attuale e, dall’altro, una crescente sensibilità da parte dei cittadini, che sempre più spesso scelgono di chiedere informazioni prima di agire autonomamente.

Il messaggio è fondamentale: l’abbandono in natura non è una soluzione. Una testuggine allevata come animale da compagnia non deve essere liberata in stagni, laghi, fiumi o altri ambienti naturali. Contattare le strutture competenti permette invece di ricevere indicazioni corrette e contribuisce a prevenire la minaccia di introduzioni di specie alloctone e/o invasive nell’ambiente dove creano danno alla fauna autoctona e agli habitat.
Messaggio ampiamente diffuso anche tramite un lavoro di educazione e sensibilizzazione ambientale che ha interessato nel periodo primaverile quasi 500 studenti e cittadini e che prosegue con giornate dedicate ad aumentare la consapevolezza e la partecipazione attiva dei cittadini in merito al problema della presenza di testuggini alloctone.
Le Trachemys scripta ssp. ospitate, le richieste di assistenza che continuano ad arrivare e le attività di sensibilizzazione svolte su più fronti raccontano così le diverse dimensioni di uno stesso impegno.
Accogliere in confinamento gli animali alloctoni che non possono essere rilasciati, prendersene cura ogni giorno lavorare affinché in futuro siano sempre meno quelli abbandonati nell’ambiente: rappresentano gli obbiettivi che il Rifugio delle Specie Aliene persegue quotidianamente.


