CRAS di Rende: un’estate di soccorsi, cure e ritorni in natura
È stata ancora una volta un’estate intensa per il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS-CIPR) di Rende, impegnato quotidianamente nell’accoglienza, nella cura e nella riabilitazione della fauna selvatica in difficoltà.
Da giugno alla fine di agosto sono stati 296 gli animali ricoverati presso il Centro, un numero che racconta solo in parte l’impegno richiesto durante i mesi estivi, periodo particolarmente delicato per la fauna selvatica. Pulli caduti dai nidi, cuccioli orfani, animali debilitati, feriti o in difficoltà hanno richiesto assistenza continua, cure, alimentazione e, nei casi più impegnativi, un lungo percorso di recupero prima di poter essere reimmessi in natura.

Nello stesso periodo, circa 150 animali sono stati restituiti alla libertà. Tra questi rondoni, rondini, balestrucci, ma anche rapaci come gheppi, barbagianni e civette, fino alla liberazione di una cicogna bianca e uno scoiattolo, tornati in natura dopo il periodo di recupero presso il CRAS.
Ogni liberazione rappresenta il momento conclusivo di un percorso che spesso inizia molto prima dell’arrivo dell’animale al CRAS di Rende. Dietro ciascun recupero ci sono infatti ore di lavoro, osservazione e assistenza quotidiana, ma soprattutto l’impegno dei collaboratori del Centro, che durante l’intera stagione estiva hanno garantito continuità nelle cure anche nei periodi di maggiore afflusso.
Fondamentale è stato anche il contributo dei cittadini, sempre più attenti e sensibili nei confronti della fauna selvatica. Infatti ogni giorno al CRAS di Rende giungono numerose segnalazioni da parte di persone che individuano animali feriti o in difficoltà e si attivano per chiedere indicazioni e consentirne il recupero. Una partecipazione che dimostra quanto stia crescendo sul territorio la consapevolezza dell’importanza di tutelare la fauna selvatica e di affidarsi, quando necessario, a strutture e personale competenti.
Particolarmente importante, nel corso di questa stagione, è stata inoltre la collaborazione con la Polizia Provinciale, che ha fornito un prezioso supporto sia nelle operazioni di recupero e trasferimento degli animali sia nelle successive liberazioni. Una sinergia che consente di rendere più efficace la rete di intervento sul territorio e di rispondere alle numerose richieste che giungono soprattutto durante i mesi estivi.
I numeri dell’estate appena trascorsa raccontano quindi molto più dell’attività di un centro di recupero: raccontano una rete di persone che, con ruoli diversi, contribuisce concretamente alla tutela della fauna selvatica.
Dalla telefonata di un cittadino che segnala un animale in difficoltà, all’arrivo al CRAS per le cure necessarie, fino al momento più atteso della liberazione, ogni animale restituito alla natura è il risultato di un lavoro condiviso.




